hemp-recycleSe per molti la canapa a livello industriale è più che altro una risorsa economica, con il rinascere delle coltivazioni di questa pianta e il dibattito che ne consegue, si sta tornando a porre l’accento sul valore aggiunto che questa coltivazione può portare non solo all’ambiente, ma anche agli agricoltori.

La ricerca in Canada dimostra che la sola coltivazione, anche a rotazione, della canapa, potrebbe aiutare gli agricoltori nell’abbattere sensibilmente il numero di parassiti. Questo perché il compost che si crea grazie alle foglie di queste piante potrebbe rivelarsi un prodotto prezioso.

In particolare, ha spiegato Jeff Gain, membro del North American Industrial Hemp Council board, sarebbe utile nel contrastare un parassita noto come nematode a cisti che fa parte del genere Globodera e attacca principalmente le solanacee coltivate come patata, pomodoro, melanzana e tabacco, ma anche altre piante del genere Solanum e anche dei generi Antirrhimun, Atropa, Datura ecc.

“La ricerca mostra che se le foglie di canapa cadono nel terreno e vengono lasciate lì, il compost che si sviluppa uccide il 50% dei nematodi a cisti che nascono dal suolo. Quindi, ad esempio per la soia, solo con la rotazione del raccolto, piantando canapa si potrebbero potenzialmente eliminare i problemi con insetti e malattie“.

Ma in passato la canapa è stata usata come repellente per parassiti e come pesticida in una varietà di applicazioni. E’ stato piantata e coltivata, ne sono state usate le foglie secche e i fiori o estratti per uccidere o respingere insetti, acari, nematodi, funghi, erbacce, batteri e protozoi. Purtroppo molte di queste applicazioni sono rimaste enunciate negli studi scientifici, senza trovare applicazioni pratiche nella moderna agricoltura.

Secondo il dottor John M. McPartland ”la ricerca scientifica ha dimostrato l’efficacia della cannabis come repellente o pesticida botanico. Siamo di fronte, però, ad un paradosso: alcuni dei parassiti controllati da cannabis sono noti anche per attaccare le colture di canapa. Una soluzione può arrivare dal fatto che una specie di bruchi che mangiano anche foglie di cannabis e fiori femminili, in un esperimento del 1979, con una dieta pura cannabis, sono morti dopo 20 giorni”.

“Ovviamente – continua il dottore – la cannabis non può essere un toccasana per ogni veleno. I cannabinoidi probabilmente giocano un piccolo ruolo nell’attività pesticida della pianta, ma gli estratti acquosi funzionano molto bene come pesticidi, anche se contengono pochi cannabinoidi. La cannabis contiene più di 400 sostanze chimiche. Le ghiandole della foglia trasudano decine di composti volatili, come terpeni, chetoni ed altri che producono il caratteristico odore della pianta. Oltre il 75 % delle sostanze volatili rilevati nell’atmosfera che circonda le foglie di cannabis sono potenti repellenti per insetti. Anche i chetoni metilici respingono molti insetti. Una combinazione sinergica di questi molti composti possono servire come “principio attivo” della cannabis in agricoltura”.

Redazione Canapaindustriale.it

commenti su facebook