Toscanapa incontro febbraioL’incontro organizzato il 15 febbraio scorso da Toscanapa , associazione open-source toscana per il ripristino della filiera della canapa industriale che opera dal 2003, è stato innanzitutto l’occasione per fare il punto sulla campagna coltivazioni 2014, condivisa online dal nostro giornale.

Ma non solo, perché la giornata ha visto partecipazioni da tutta l’Italia e l’entusiasmo dei presenti resta il primo mattone sul quale costruire, unendo le forze, un futuro più sostenibile per il nostro Paese. Nel corso della giornata sono state date informazioni pratiche utili sul tipo di coltivazione, la redditività, le possibilità per raccolta e trasformazione e gli aspetti legali. Qui di seguito il report di Toscanapa dell’evento, che potete trovare integralmente qui.

C’era grande attesa per questo incontro. Le prenotazioni arrivate fin di primi giorni ci avevano presentato la possibilità che quello che inizialmente era stato pensato come un punto di arrivo della campagna “coltivazioni 2014″ si potesse trasformare in una più ampia occasione di confronto a carattere nazionale. E così è stato. Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia, Marche, Lazio, Umbria, Campania… Senza dimenticare i molti presenti della Toscana. La sala era piena, le informazioni che volevamo trasferire erano moltissime, il tempo era buono, il pubblico molto attento.
L’incontro si è svolto nella migliore delle maniere, sono stati analizzati, a reparti, tutti gli aspetti legati alla coltivazione industriale della canapa in Italia. In Toscanapa infatti ognuno ha un preciso ruolo e lo approfondisce, per trasferirlo al meglio. Cerchiamo le soluzioni, e sapendo quali sono le nostre personali caratteristiche e professionalità ci mettiamo operativamente al lavoro.

La FILIERA è stato il comune denominatore.

  • Abbiamo analizzato le coltivazioni, dalla prima trasformazione, alla lavorazione dei semi fino alla gestione delle paglie.
  • Abbiamo fatto un viaggio storico di carattere internazionale soffermandosi sugli aspetti commerciali che oggi il mondo permette.
  • Abbiamo analizzato tutti gli aspetti legali e giuridici che permettono oggi di coltivare in Italia la canapa.
  • Abbiamo parlato, scherzato, condiviso emozioni e dubbi, ci siamo confrontati da persone che molto hanno dato alla canapa, ma soprattutto tanto ancora hanno da dare!

Grazie a tutti i partecipanti è stato emozionante, tutto molto bello!
Vi lasciamo qui sotto la trascrizione competa dell’incontro, con dati ed informazioni dettagliate. Ogni incontro è una risorsa, ed è per noi importante che essa venga riportata nella sua interezza, con contenuti liberi, come diciamo sempre dal carattere open-source.
E vi salutiamo con una promessa. Quanto fatto è la punta di un iceberg, stiamo in contatto, abbiamo ancora molto da dare e, statene certi, lo faremo!

“C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto”, Victor Hugo.

Il convegno si apre con l’intervento di Giacomo Giustarini, segretario di Toscanapa che ha raccontato come il viaggio di Toscanapa sia iniziato molti anni fa, tra ricerche e sperimentazioni. Sono oltre 10 anni che questo nome è sinonimo di studi sulla pianta canapa. Poi ha spiegato come “dal 7 dicembre 2013 abbiamo promosso una campagna con il nome di coltivazioni diffuse. I risultati sono stati entusiasmanti, abbiamo travalicato i confini regionali; nel prossimo mese di marzo inizieremo a mettere in campo le coltivazioni”. E che per il futuro: “Toscanapa si occupa dello sviluppo della canapa con finalità industriale. Parliamo di primario, di secondario e di terziario. Ogni giorno aggiungiamo un tassello nella ricostruzione di una vera filiera della canapa in Italia. Siamo inoltre impegnati per far nascere specifici gruppi scientifici di studio, in ogni ambito”.

La parola passa a Cesare Tofani, Presidente di Toscanapa
Cesare inizia con una breve premessa sulla sua storia con la canapa. Ricorda le molte collaborazioni, iniziate con la fondazione di Assocanapa in Italia ed aver collaborato a molti progetti all’estero. Ricorda anche che sono stati molti i momenti in cui ha perduto la speranza e ringrazia i “ragazzi Toscanapa 2014” per per avergli dato di nuovo l’opportunità di mettere a disposizione le proprie conoscenze e la progettualità per concretizzare un percorso che è ancora di estrema attualità. Attraverso un video viene presentato il progetto Toscanapa fin dagli inizi, correva l’anno 2003. Cesare evidenzia le differenze di colture e si sofferma più volte sulle prospettive di reddito che oggi, a differenza di ieri, esistono. Toscanapa 2014 parla un linguaggio semplice, fatto di esperienze e di professionalità al servizio di tutti.

Due numeri orientativi sulle coltivazioni
E’ necessario scegliere le varietà che hanno un contenuto di THC inferiore al 0,2%. Quelle che andremo a distribuire oggi rispondono a questo requisito. Il costo delle sementi è di circa 220 euro per ettaro. Si semina in marzo/aprile ed in quattro mesi riusciamo a raccogliere i semi, falciare gli stocchi rimasti ranghinarli ed imballarli. Resa media per ettaro è di circa 5/8 quintali di semi e 6/7 tonnellate di paglia. In totale, appoggiandosi ad un contoterzista per la raccolta, possiamo avanzare un’idea di spesa per ettaro attorno ai 900,00 euro per un ricavato lordo di 1.500,00 in media. Ovviamente questi sono numeri solamente indicativi, ma molto utili per fare delle valutazioni preventive. Ogni terreno ed ogni azienda ha le proprie particolarità. Le rese dipendono quindi sì dalle qualità della canapa coltivata, ma in maggior misura dalla qualità del terreno, dalle buone pratiche agricole e dall’andamento stagionale. Particolare attenzione si dovrà prestare all’impiego delle mietitrebbie per la raccolta del seme; dato che queste macchine sono costose ed ingombranti, sarà presumibilmente un contoterzista ad effettuare le operazioni in campo e questi dovrà essere capace di adoperare e regolare la propria macchina per ottenere il miglior risultato. A Questo proposito Cesare ha incluso nella presentazione spezzoni di filmati dove si vedono mietitrebbie al lavoro sui campi di canapa in diverse località (li potete vedere integrali sul sito web. In Toscanapa utilizziamo varietà monoiche, che cioè hanno sia il fiore maschile che il femminile; in queste coltivazioni ogni pianta porta il seme.

Due idee sugli impianti di trasformazione
Per realizzare un impianto di trasformazione sono necessari importanti investimenti. E’ oltremodo importante avere una base agricola vicina.
I punti sui quali Toscanapa sta lavorando sono:

  • Organizzazione
  • Contratti di filiera
  • Centri di stoccaggio

Questi aspetti fanno parte di un lungo e continuativo studio che Toscanapa porta avanti fin dal primo giorno. Le esperienze del passato in Italia hanno messo in evidenza che la realtà estremamente frammentaria del nostro territorio agricolo e la dimensione stessa delle superfici coltivate non sono favorevoli a grandi impianti centralizzati. La nostra idea è quella di avere impianti piccoli, possibilmente mobili, e di avvalersi di una serie di centri di stoccaggio dove trasportare i prodotti e dove, con dei macchinari, che sostano il tempo necessario sul posto e, una volta esaurite le scorte di materia prima, vengono spostati presso un altro centro di stoccaggio. Toscanapa ha tessuto anche un importante rete di contatti utili per la seconda trasformazione; parliamo di un insieme di piccole e medie aziende che lavorano i prodotti separati, siano essi i semi, il canapulo e le fibre, e li preparano per le ottenere i prodotti finiti.
Cesare conclude la sua presentazione con un invito alla collaborazione. Sono molti i competitor internazionali che lavorano oggi la canapa. Le analisi del mercato estero ci dimostrano che noi oggi in Italia per poter iniziare un giusto percorso abbiamo la necessità di unirci in un vero e proprio network e fare prodotti di alta qualità. L’unione fa la forza, solo insieme potremo ottenere risultati soddisfacenti. Cesare saluta con l’idea di una FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CANAPA.

La parola passa poi a Giacomo Bulleri, Avvocato di Toscanapa
“Mi occupo degli aspetti legali collegati alla coltivazione della canapa. La disciplina della coltivazione della canapa ad uso industriale trova il proprio fondamento nella normativa comunitaria ed in particolare nei più recenti regolamenti che sono pubblicati sul sito”, ha raccontato. “Tali regolamenti disciplinano sia i requisti della coltivazione (Sono ammesse solo coltivazioni sementi iscritte nel Registro Europeo delle sementi e munite della relativa certificazione, le quali danno origine a coltivazioni di canapa con contenuto di THC inferiore allo 0,2%). La normativa comunitaria disciplina altresì l’aspetto dei controlli sulle coltivazioni e le relative modalità, nonché il sistema sugli aiuti”.

L’Italia ha recepito le norme comunitarie mediante due circolari che, di fatto, derogano alle previsioni del T.U. Stupefacenti n. 309/1990,
1) n. 1-2002 del MIPAF contenente i requisiti delle coltivazioni, la procedura di denuncia alla P.S., nonché le linee guida esplicativa della ratio della disciplina.
2) n. 15314/2009 del Ministero della Sanità che, analizzata la situazione generale comunitaria ed esperite le dovute valutazioni, ammette l’uso alimentare dei prodotti a base di semi di canapa e derivati fermo restando il rispetto della legislazione vigente prevista per gli operatori del settore alimentare, Resta in vigore il limite dell’art. 84 T.U. Stupefacenti.

Tutti siamo in attesa che l’intera materia venga disciplinata in maniera organica, puntuale ed unitaria a livello di legge nazionale. L’Avvocato sottolinea il fatto che Toscanapa ha avviato contatti con le Istituzioni Ministeriali competenti quali il MIPAF ed il Ministero della Sanità  (sezione Antidroga) e ai quali è stata già richiesta la partecipazione al tavolo della filiera presso cui poter condividere e partecipare all’evoluzione normativa quale associazione operante nel settore. In attesa di una più precisa e chiara linea industriale, all’interno del quadro normativo presentato ed interpretando fedelmente la ratio delle suddette circolari, l’Associazione Toscanapa ritiene opportuno non limitarsi al semplice deposito della richiesta di coltivazione presso il locale posto di P.S. ed a tal fine fornisce un servizio di assistenza legale incentrato su tre principi:

  • Prevenzione
  • Collaborazione con le istituzioni
  • Trasparenza

L’area legale di Toscanapa provvederà ad assistere gli agricoltori per la predisposizione delle denunce alla PS, consigliando di integrare la documentazione con un sistema di

Autotracciabilità
Lo scopo è che ogni agricoltore sia edotto circa la normativa vigente ed a tale scopo è opportuno che tenga presso la propria azienda una propria cartella contenente tutta la documentazione inerente alla coltivazione, unitamente a tutti i documenti ed ai referenti istituzionali cui le Autorità preposte ai controlli possano eventualmente chiedere conferma.

Tale sistema di attiva, completa e trasparente collaborazione con le istituzioni è l’unico sistema per prevenire ed evitare che una coltivazione venga interrotta con conseguente inevitabile pregiudizio economico. L’Avvocato conclude sottolineando di essere a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda e chiarimento. A tal fine invita gli interessati a scrivere all’indirizzo email: legale@toscanapa.com

E’ stato poi il turno di Valerio Zucchini, per l’analisi dei macchinari necessari per la lavorazione.
“Le mie esperienze iniziano da pannelli truciolari e lavorazioni con il legno. Sono circa 10 anni che mi sono avvicinato al mondo della canapa, oggi mi occupo prevalentemente di questo; ringrazio Toscanapa per l’opportunità che concede a me, a tutti voi di essere qui oggi. Condivido con Toscanapa questi obbiettivi”:

  • Tecniche di lavorazione
  • Analisi di mercato
  • Ricostruzione della filiera

L’intervento di Valerio si struttura sulla proiezione del filmato HEMP FOR VICTORY. “Voglio portarvi con me alla fine del secolo scorso, quando la canapa era grand”, ha raccontato. “Nel 1930 in America iniziavano ad apparire i primi macchinari. Le prime mietileghe, le prime macchine dedicate all’andana. Iniziava ad esserci il paragone con il cotone, ed i primi sperimenti per poter adeguare la macerazione in campo, in quanto quella in acqua non era più sostenibile.
Il mondo della canapa industriale inizia la sua decadenza dal 1958; tanto in Italia quanto in Europa la canapa piano piano, ma inesorabilmente, scompare dal paesaggio rurale e dal mondo industriale. Tutti i risultati raggiunti ed i macchinari sviluppati vanno a finire oltre cortina, in Unione Sovietica. Fu così che i nostri amici russi iniziano velocemente a colonizzare tutta la parte dedicata alla canapa industriale, lasciando poco o niente per gli altri. Per riparlare di canapa industriale in Italia dobbiamo attendere circa 40 anni. Dopo il 2000 si inizia ad assiste infatti alla nascita della “moda” della fibra naturale. Questo rinnovato interesse fa nascere nuovi progetti. Si ricorda tra i primi proprio il progetto Toscanapa (2003-2005). Tutte le sperimentazioni portano però ad una considerazione: la perdita dei macchinari ed il mancato sviluppo di know-how rendono il prezzo e la qualità della fibra che ne viene fuori non competitivo ed inadeguato al mercato tessile, sempre più egemonizzato dai paesi asiatici, Cina in testa”.

Ma qual’è il mercato di riferimento oggi?
Il filmato proietta le metodologie di lavorazioni in Asia, dove si produce fibra di canapa con dei ritmi inimmaginabili, in una forma che sostanzialmente assomiglia molto a schiavitù piuttosto che a lavoro. Sono loro la nostra prima concorrenza. Valerio presenta una sequenza di tabelle comparative ideali per analizzare i costi di realizzazione e di vendita della fibra di canapa in ogni nazione del mondo. L’analisi è completa, con costi di trasporto e relativo impatto sui prodotti, con ipotesi di mercato e di lavoro, tanto per gli agricoltori che per i reparti di prima lavorazione e per il commercio. Seguono poi brevi filmati di presentazione sulla densità di semina, sull’utilizzo di diversi macchinari e sulle tecniche di macerazione.
Valerio conclude il suo intervento preannunciando che un primo macchinario sarà pronto già per i raccolti di questo 2014. Sono adesso in corso tutte quelle modifiche sui macchinari, che ci permetteranno di avere maggiori risultati in rapporto alle tempistiche. I nostri progetti prevedono di chiudere il programma di costruzione dei macchinari per l’intera filiera nel 2016, quando presenteremo con orgoglio il nostro modello di filiera Italiano.

La parola passa infine ad Enrico Buselli, consigliere di Toscanapa.
“Nelle ultime settimane abbiamo completamente rivoluzionato il nostro sito internet. Siamo passati da una prima fase strettamente informativa ad una seconda, associativa. Oggi sul nostro sito è possibile compilare tutti i moduli necessari per associarsi, per richiedere una consulenza agricola e per acquistare le sementi. Il primo passo che chiediamo a tutti gli interessati è proprio quello di associarsi. Toscanapa è associazione e come tale si mantiene in piedi grazie a chi aderisce e la sostiene. Per fare in modo che il progetto continui è fondamentale avere una base importante di soci”.

E’ possibile associarsi come Soci sostenitori o Soci ordinari (50 euro annui). Ogni nuovo socio riceverà all’indirizzo di iscrizione la sua personale tessera ed il magazine cartaceo, contenente tutte le informazioni utili per una corretta conoscenza della canapa industriale.
L’incontro è poi proseguito in un clima amichevole di domande e risposte.

Redazione Canapaindustriale.it

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