centopercentocanapaL’uso della fibra di canapa per produrre carta risale a più di 2mila anni fa anche se attualmente, solo il 5% della carta mondiale viene fatta da piante annuali come la canapa o il lino. Ma agli albori della stampa la carta ricavata dalla canapa ebbe un ruolo preminente: la prime copie della Bibbia stampata da Gutenberg furono prodotte con questo tipo di carta e gli originali delle Costituzioni americana (1776) e francese (1791) sono scritte su carta di canapa. Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: sia per la sua enorme produttività in cellulosa (un ettaro di canapa produce, in pochi mesi, la stessa cellulosa prodotta da 4 ettari di foresta in decenni), sia per la bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, cosa che permette di evitare l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile, mentre i composti chimici utilizzati per sbiancare e trattare la carta ottenuta della fibra di legno, sono dannosi. La possibilità della canapa nasce quindi da un forte motivo ambientale, oggi che tutte le foreste primarie d’Europa, e la maggior parte di quelle americane, sono state distrutte anche per produrre la carta.

lechatnoirQuesto nobile materiale rivive nelle creazioni di CanapaCruda, il primo laboratorio artigianale di carta di canapa nato a Fabriano, città è nota per la scoperta della filigrana e la colla animale ricavata dalla concia delle pelli da cui è nata una lunga tradizione legata alla produzione artigianale di carta. Oggi, un po’ per la crisi, un po’ per le poche innovazioni e per il mancato ricambio generazionale apportate al settore, i laboratori artigiani che la producono si contano sulle dita di una mano. Ed è da qui che è nata la sfida di Melania Tozzi, nata a Fabriano 35 anni fa e figlia di un operaio delle Cartiere Milani, “dopo aver visto i miei sogni di teenager e tutte le mie certezze crollare insieme alla mia casa con il terremoto del ’97″. L’obiettivo è quello di: ”Ricominciare e dare una speranza ai miei figli e a tutti i giovani che non vogliono farsi piegare dal peso della società ma che vedono un futuro nelle proprie abilità e nei propri sogni”. Una giovane mamma artista – “squattrinata”, ci tiene a precisare – che non sopporta il lamentarsi senza agire e che vede nella condivisione della conoscenza il modo per: “Mettere le nostre competenze a disposizione di altre teste, soprattutto dei giovani talenti che al momento stentano ad emergere”. Qui sotto potete trovare la nostra chiacchierata.

Come è nata l’idea del laboratorio?
Dopo aver frequentato un corso di tessitura su telaio con la canapa in Umbria, giravo per i mercati medievali con il mio rudimentale telaio facendo dimostrazioni e sul quale ho ricostruito manufatti longobardi che sono esposti al Museo Storico di Spoleto. Mi sono fin da subito appassionata a questa fibra dalle mille proprietà. Ho approfondito le mie conoscenze e con una tradizione sulla carta così forte non potevo che unire le due cose.

Produce da sola la carta che utilizza? Se sì, in che modo? 
telaioI primi esperimenti e prototipi li ho effettuati in casa, con attrezzi della mia cucina. La produzione è simile a quella della carta ricavata dal legno. La fibra lavorata viene raccolta in un telaio (nella foto a sinistra) fino alla formazione del foglio che poi una volta pressato e fatto asciugare è pronto all’uso. Non faccio utilizzo di colle e quindi è del tutto naturale. Non uso sbiancanti chimici e ne deriva un colore che va dall’avorio al marroncino molto bello sia alla vista che al tatto. Attualmente continuo a produrre la mia carta di canapa nel garage della mia abitazione con l’aiuto di strumenti realizzati artigianalmente, mentre per la preparazione dell’impasto mi sto avvalendo dei macchinari dell’istituto tecnico industriale della città. Ma è una cosa provvisoria: sono in attesa di ricevere finanziamenti che mi permetteranno di acquistare un macchinario ed altre attrezzature per proseguire la produzione autonomamente.

Proviene da coltivazioni di canapa locali?
La fibra che utilizzo proviene da un’azienda agricola locale che da qualche anno si è dedicata anche alla coltivazione della canapa affiancandola alla sua attività principale da tempo consolidata. Mi piace collaborare con piccole realtà del posto proprio per avere un contatto diretto, ridurre i costi e favorire lo sviluppo locale. Il nostro territorio è molto ricco sotto molti punti di vista e va sfruttato sempre in maniera responsabile.

Come sta andando in generale l’attività?
Generalmente non mi lodo dei risultati, dalla valutazione traggo spunti per migliorare ed energia per nuove idee. L’attività è appena iniziata, stanno arrivando i primi ordini e comunque posso dire che ho già riscosso molto successo da aziende e associazioni del settore, molte persone credono in questo progetto, altre vanno sensibilizzate, ma il tutto desta molta curiosità e questo è un bene.

Che tipi di oggetti realizza? Ha qualche nuova creazione in serbo per il futuro?
Per il momento ho lanciato una piccola gamma di prodotti, notebook rilegati a mano, orecchini, ciondoli, e segnalibri. Ogni creazione può essere personalizzabile e in generale ogni oggetto deve uscire con un’anima e preferisco dare ad ognuno un piccolo tocco distintivo proprio per non lavorare in serie. Ho tante altre idee in testa da realizzare, che pian piano sfornerò.

Quali sono i progetti futuri?
Passo dopo passo vorrei ampliare l’attività, contare sulla collaborazione di altri artigiani e agricoltori, per realizzare una vera e propria filiera della canapa, partendo dalla coltivazione fino ad arrivare ai prodotti finiti (carta, tessile, alimentare). Questo faciliterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro, ma per il momento mi sto concentrando nell’apertura di un punto vendita nel centro storico di Fabriano entro la fine dell’anno, cosa che mi permetterà di realizzare anche laboratori didattici o semplicemente soddisfare la curiosità del turista o dei miei concittadini affinché possa trasmettere loro con i miei movimenti tutta la passione che dedico in questa arte.

Mario Catania

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