Conn center canapaUn campo sperimentale di canapa per studiarne le doti come combustibile naturale: accade in America presso il centro di ricerca Conn sulle energie rinnovabili dell’Università di Louisville. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi proprio dall’università che testerà le potenzialità della canapa come carburante e l’utilizzo in una possibile produzione industriale.

Il Dipartimento per l’Agricoltura e l’Università del Kentucky sono partner dello studio situato che avrà luogo vicino alla sede centrale del Campus. I terreni limitrofi, già seminati a canapa, vedranno credere nei prossimi mesi anche verga e kenaf, altri due vegetali che hanno un potenziale simile alla canapa come combustibile.

La canapa è un combustibile più pulito e più economico da produrre rispetto a carbone, petrolio ed altre risorse“, ha spiegato Mahendra Sunkara, professore di ingegneria chimica e direttore del centro di Conn. “Si potrebbero risolvere molti dei futuri bisogni energetici della nazione, fornendo una nuova coltivazione redditizia per gli agricoltori del Kentucky.”

La semina presso il campus dell'università.

La semina presso il campus dell’università.

La ricerca sarà effettuata da Jagannadh Satyavolu, leader del team che fa ricerca sui biocarburanti al centro Conn; Noppadon Sathitsuksanoh, assistente professore di ingegneria chimica; ed Eric Berson, professore associato di ingegneria chimica. Sette altre università del Kentucky stanno conducendo ricerche sulla canapa, ma quello dell’Università di Louisville è l’unico incentrato sulla pianta come risorsa energetica.

Anche se questo non è il periodo di semina per la canapa, l’Università  vuole testare la reazione del pubblico ed osservare la germinazione e la crescita prima di una nuova semina prevista per la prossima primavera.

Vogliamo eliminare lo stigma che affligge la pianta di canapa,” ha detto Andrew Marsh, l’assistente direttore del centro. “Quando le persone capiranno le caratteristiche di queste colture ed il loro potenziale sviluppo economico, diventeranno loro stessi dei sostenitori per la sua produzione”.

Redazione canapaindustriale.it

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