bottega-pikkanapaNon bastava la burocrazia italiana, ora ci si mette anche quella internazionale. Se in Italia ci sono voluti diversi anni per avere una legge di settore per avere delle regole certe riguardo alla coltivazione e produzione di derivati a base di canapa, a livello internazionale c’è ancora qualche incomprensione.

E’ la cosa è stata evidente ai gestori di un’attività italiana legata alla canapa, che si sono visti rifiutare un’inserzione pubblicitaria da parte di Facebook perché: “Non consentiamo la pubblicazione di inserzioni che promuovono sostanze illegali“.

Il caso è stato portato alla luce da Pikkanapa, il Festival e mostra mercato del peperoncino e della canapa che si svolge a Jesi nel mese di settembre e che di recente ha deciso di aprire un negozio per il periodo natalizio dove sono in vendita prodotti a base di canapa, peperoncino ed altri provenienti dalle zone terremotate. “Abbiamo fatto un’inserzione per pubblicizzare la nostra attività”, spiegano gli organizzatori, “e per 3 o 4 giorni è rimasta online”, poi è stata tolta scambiando la canapa per una sostanza illegale”.

“Per ora abbiamo fatto appello alla loro decisione, allegando anche la legge che è di recente stata approvata al Senato. La cosa che fa sorridere è che il post che abbiamo scritto sul social network per raccontare l’accaduto è stato molto condiviso, e quindi lo stesso Facebook ci chiede se vogliamo sponsorizzare la notizia: se non fosse che per noi è un problema ci sarebbe quasi da ridere”.

Da qui l’appello: “Ci date una mano a far sapere a Facebook che siamo nel 2016?”

Redazione canapaindustriale.it

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