canapaIl Consiglio regionale del Lazio ha approvato con 28 voti a favore e 5 contrari il testo unificato delle proposte di legge numero 205  che riguarda “Interventi per promuovere il ripristino delle coltivazioni di canapa e le relative filiere produttive nel territorio della Regione” e 213 in riferimento alla “Promozione della coltivazione della canapa per scopi produttivi ed ambientali”. La prima proposta è stata firmata da Gino De Paolis (SI – Sel) e da altri consiglieri di diversi schieramenti, la seconda è stata sottoscritta dal M5s.

La regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa attraverso il sostegno a una serie di “progetti pilota” e saranno stanziati 100 mila euro per la parte corrente e 200 mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018. Grazie a un emendamento di De Paolis è stata comunque introdotta la possibilità di riconoscere contributi a ulteriori interventi, differenti dai “progetti pilota”. Su spinta di Fratelli d’Italia è stato introdotto un emendamento che prevede che: “I risultati scientifici dei “progetti Pilota” dovranno essere pubblicati.

Grazie alla nuova legge saranno dunque promossi progetti pilota per creare filiere produttive che vadano dalla coltivazione fino alla lavorazione e trasformazione della canapa. Progetti pilota che serviranno anche a verificare la sostenibilità economica e ambientale dei processi produttivi di questa pianta, incentivando le varietà autoctone. Si propone, sempre con il testo, di ricorrere ai bandi dei fondi europei per favorire gli interventi previsti dai progetti e viene data preferenza alle coltivazioni biologiche. E’ prevista la possibilità di coltivazione a fini fito-depurativi, come ha tenuto a evidenziare De Paolis, per bonificare i terreni inquinati come: Valle del Sacco, Valle Galeria e aree vicine agli impianti termoelettrici di Civitavecchia. Ma le tipologie di “progetto pilota” previste dalla legge regionale sono diverse: si spazia dall’uso florovivaistico alla produzione per olio, farine, semi decorticati per uso alimentare e zootecnico. La canapa potrà essere oggetto di progetti pilota in bioedilizia, bioingegneria, nel settore tessile, cartario e dell’energia. Previsto il sostegno alla ricerca per l’utilizzo delle infiorescenze in campo parafarmaceutico e alimentare. Banca dei semi, campi dimostrativi, formazione degli operatori sono altri tra gli interventi oggetto della disposizione.

Per l’opposizione del centro destra, che sosteneva che la nuova normativa potesse aprire la strada alla legalizzazione della cannabis tout court, la legge vieta esplicitamente la coltivazione per uso ricreativo oltre a “ogni attività illecita finalizzata alla produzione ed estrazione di sostanza stupefacente”.

“Era una legge molto attesa, nonostante i tentativi di ideologizzarla da parte del centrodestra, che offre agli agricoltori del Lazio una nuova arma per combattere la crisi e l’impoverimento dei terreni e al Lazio un testo innovativo, slegato da pregiudizi”, ha sottolineato la capogruppo del M5S Silvia Blasi spiegando che: “Abbiamo votato a favore del testo perché l’articolo 4 corrisponde alla nostra visione della promozione di questa cultura nel territorio, siamo però scettici sugli articoli dedicati ai progetti pilota e alla loro modalità di attuazione. Verificheremo, come sempre, le fasi di applicazione della legge, in attesa della fine di questa fase sperimentale per partire con una filiera veramente aperta a tutti e non solo a chi ha ottenuto il finanziamento per i singoli progetti pilota”.

A gennaio era stata la Campania a diventare la prima Regione ad approvare una legge regionale, dopo quella nazionale, che favorisse la filiera della canapa. Secondo i sostenitori della legge la coltivazione della canapa è caduta in disuso nel Lazio da decenni, soppiantata dai derivati del petrolio e vittima di accostamenti psicologici negativi. Oggi un’opportunità per rilanciarla. Per Daniele Fichera del Psi: “Per le sue particolari caratteristiche la canapa è una risorsa che può favorire un modello di sviluppo economico sostenibile”. Ma era il 2003 quando in Toscana fu approvata una legge regionale per un progetto pilota in collaborazione con Toscanapa e con il gruppo Fibranova, mentre nel 2007 fu la l’Emilia Romagna a legiferare in materia.

Redazione di canapaindustriale.it

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