canapaDue proposte di legge per sostenere la coltivazione della canapa, la filiera regionale e gli agricoltori: accade in Puglia dove, sulla scia della legge nazionale entrata in vigore lo scorso 14 gennaio, si sta ora pensando agli strumenti per sostenere i canapicoltori.

Le due proposte arrivano dal M5S e dal gruppo Emiliano Sindaco di Puglia e diventeranno un testo di legge unificato. Il sostegno e la promozione riguardano la coltura della canapa finalizzata alla coltivazione e alla trasformazione; l’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere della Regione; le filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale, con particolare riferimento alla realizzazione di filiere volte alla coltivazione della canapa per la fitodepurazione dei terreni inquinati; la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie dei diversi settori; la realizzazione di opere di bioingegneria, di attività didattiche e di ricerca.

Insomma, una legge regionale per la creazione di una filiera agro-industriale regionale per l’avvio della produzione, coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa industriale. “La coltivazione della canapa – spiegano i consiglieri regionali del gruppo Emiliano sindaco di Puglia – è perfettamente integrabile con l’agricoltura poiché non necessita dell’impiego di prodotti diserbanti, nanizzanti o disseccanti. La filiera della canapa non produce rifiuti realmente inquinanti o difficili da smaltire, e non causa danni ecologici, apportando contemporaneamente un miglioramento dell’ambiente in cui viene coltivata”.

“La coltivazione della canapa – aggiungono – si integra perfettamente con la tecnologia agricola già in uso nel territorio, tranne piccoli adattamenti in funzione delle caratteristiche vegetative della pianta. Non solo – fanno presente i quattro consiglieri di Esp – la canapa offre ampie possibilità di utilizzo in campo industriale, come ad esempio il canapulo utilizzato nella bio-edilizia; il seme impiegato nel settore alimentare, cosmetico e farmaceutico; lo stelo destinato all’industria della cellulosa e nel settore energetico; le fibre per la produzione di bio-plastica, tessuti e abbigliamento”.

La proposta di legge risale a settembre 2016 e dalle notizie che arrivano dal Consiglio regionale pugliese la discussione in commissione è continuata il 27 marzo.

In tempi recenti, sulla scia della legge nazionale che regola il settore e che è entrata definitivamente in vigore il 14 gennaio 2017, sono state la Campania prima ed il Lazio poi ad approvare due leggi che vanno in questa direzione. Ma era il 2003 quando in Toscana fu approvata una legge regionale per un progetto pilota in collaborazione con Toscanapa e con il gruppo Fibranova, mentre nel 2007 fu la l’Emilia Romagna a legiferare in materia.

Redazione di canapaindustriale.it

 

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