Correva il mese di dicembre quando ad un agricoltore di Nociglia, in provincia di Lecce, vennero sequestrate diverse piante di canapa in essiccazione all’interno della propria abitazione, oltre a 3 chilogrammi di foglie e semi. La perquisizione era scattata dopo che un incendio, probabilmente di natura dolosa, era stato appiccato proprio alla porta dell’abitazione dello stesso agricoltore.

I carabinieri intervenuti, nonostante l’uomo avesse spiegato di avere coltivazioni di canapa industriale presso terreni regolarmente denunciati, decisero di procedere con il sequestro, mentre la stampa locale diffondeva la notizia del successo dell’ennesima operazione antidroga nella zona.

A fare finalmente chiarezza è stata la dottoressa Maria Corbelli, nominata come consulente tecnico dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, che ha analizzato quanto sequestrato dai militari giungendo alla conclusione, attraverso una perizia chimico-tossicologica, che “le foglie e le infiorescenze analizzate sono sicuramente derivate da piante di Canapa sativa poiché contengono delta-9 Tetraidrocannabinolo (Thc), principio ad attività stupefacente, con concentrazione molto bassa (inferiore al limite di sensibilità) e contengono altri cannabinoidi, in particolare il cannabidiolo (Cbd)”.

Il coltivatore, che era stato denunciato per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, ha già pronta una richiesta di danni per un cifra che si aggira intorno ai 25mila euro.

Redazione di canapaindustriale.it

 

 

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