Un disciplinare per regolare la produzione di infiorescenze condiviso tra CIA, Confagricoltura e Federcanapa; la firma per il testo definitivo è attesa per oggi ed il tentativo è quello di darsi delle norme condivise con due obiettivi principali: garantire la tracciabilità delle genetiche utilizzate e la salubrità del prodotto per i consumatori.

Sull’onda del boom della cannabis light da più parti era arrivata la richiesta di un percorso condiviso tra le principali associazioni di settore, che potesse facilitare le operazioni dei produttori e dare delle garanzie sul prodotto. Dal lavoro di CIA, Confagricoltura e Federcanapa, coordinato dall’avvocato Giacomo Bulleri, è nato dunque un disciplinare condiviso che può essere la base per il futuro, partendo da regole certe.

Lo scopo del disciplinare, composto da 9 punti principali, è quello di “definire le Buone Pratiche per la produzione di infiorescenze di Canapa sativa L. a partire dalle fasi di coltivazione mediante semina o impianto, raccolta, trasformazione i Criteri di Conservazione del materiale vegetale derivante da coltivazioni di varietà di Cannabis sativa L. da applicare ai fini dello sviluppo della filiera di produzione a livello nazionale”.

“L’accordo definitivo è previsto per oggi”, racconta a canapaindustriale.it il presidente di Federcanapa Beppe Croce, sottolineando che: “E’ un disciplinare volontario: coloro che vorranno produrre in maniera certificata e tracciata dovranno seguire queste regole e può diventare una guida per tutti”.

I punti principali sono “l’utilizzo di tecniche di coltivazione e di sistemi di essiccazione e conservazione che garantiscano il massimo di salubrità del prodotto: sono stati presi i criteri del settore alimentare per avere la massima tutela della salute del consumatore, qualsiasi uso venga fatto delle infiorescenze e al di là del fatto che oggi l’uso ufficiale è quello tecnico, noi vogliamo che il disciplinare del fiore rispetti i massimi standard di sicurezza, sia nei confronti dell’ambiente che delle persone”.

Sulla tracciabilità del processo di produzione è previsto che: “Ogni fase è monitorata documentando gli input e gli output, e quindi anche su questo punto siamo stati molto espliciti. ci sono gli obblighi di conservazione dei cartellini in modo che si sappia da che genetica e da che produzione arrivi, e da dove è stato acquistato il seme o la piantina”.

“E’ una bozza ancora suscettibile di modifiche che verranno affrontate oggi”, specifica a canapaindustriale.it l’avvocato Giacomo Bulleri, che ha coordinato il lavoro tra le associazioni, ” e verrà fatto un comunicato per diffonderlo”.

QUI la bozza del disciplinare sottoscritto dalle associazioni.

Redazione di canapaindustriale.it

 

 

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