“Dopo la “cannabis light” anche la nicotina contenuta nelle sigarette deve essere dichiarata pericolosa e in quanto tale dovranno essere adottate misure limitative sul fronte della vendita e del consumo”.

Lo chiede il Codacons con un comunicato stampa pubblicato all’indomani del parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla canapa. Recentemente il Consiglio di Stato, nell’ambito di un procedimento avviato dal Codacons, ha commissionato una perizia scientifica sulla nicotina, volta ad accertare gli effetti sull’uomo e se la sostanza determina o meno dipendenza. Le conclusioni cui è giunto lo studio non lasciano spazio all’immaginazione.

Si legge infatti nella perizia: “Si ritiene di poter affermare in modo esplicito che la nicotina, e il fumo di tabacco che ne provoca l’assorbimento, possono essere considerate sostanze che producono effetto sul sistema nervoso centrale e hanno la capacità di determinare dipendenza psichica o fisica, nonché di provocare notevoli danni a carico della salute con importante impatto anche in termini di costi delle cure”; non solo, perché nella perizia del professor Giancarlo Tarsitani dell’Università La Sapienza, si legge anche che: “Il confronto con altri prodotti elencati nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope porta a considerare che tabacco/nicotina possano essere inseriti al pari di foglie di Coca e derivati e Cannabis, che sono già presenti”.

Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi: “Il Css dovrà ora pronunciarsi anche sulla nicotina, perché se si riconosce la pericolosità della cannabis light e si chiedono misure di precauzione in merito alla vendita e al consumo dei prodotti da canapa, lo stesso deve essere fatto con i prodotti che contengono nicotina, sostanza riconosciuta dalla scienza come pericolosa e dannosa”, che, aggiungiamo noi, viene venduta dallo Stato in regime di monopolio.

Il riferimento è al parere del Consiglio Superiore della Sanità sulla cannabis light inviato nei giorni scorsi al ministero della Salute, chiedendo di vietarne la vendita perché “il THC, anche se a basse concentrazioni, possa causare comunque problemi di salute”. La risposta del ministro Giulia Grillo, che ora attende anche il parere dell’Avvocatura di Stato, non si era fatta attendere: “Nessun divieto, serve piuttosto regolamentare il settore”.

Redazione di canapindustriale.it

 

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