Una casa realizzata con pannelli di canapa che possa essere realizzata grazie ai principi della stampa 3D nel giro di poche settimane.

E’ l’idea di Mirreco, società australiana che si sta ponendo come leader del settore e ha da poco presentato il proprio progetto. Il punto di partenza è stata la creazione di una macchina specializzata nella lavorazione delle piante di canapa in grado di separarne le parti come fibra, canapulo e semi.

L’azienda con sede a Perth vuole creare diverse macchine mobili di questo tipo, per poi farle viaggiare in luoghi di produzione agricola e trasformare la canapa in loco.

Inoltre Mirreco ha sviluppato una tecnologia per fabbricare pannelli da costruzione derivati dalla biomassa di canapa.

Grazie all’utilizzo di questi pannelli e dalle stampa 3D l’azienda è in grado di progettare pannelli di biomassa di canapa su misura per creare abitazioni e altre strutture.

Per dimostrare le capacità dei suoi pannelli definiti come “strutturalmente efficaci e facili da produrre” l’azienda ha collaborato con lo studio di architettura australiano Arcforms, spiegando che “forniscono prestazioni termiche superiori” rispetto ai materiali da costruzione tradizionali.

Doti che le aziende che si dedicano alla canapa in bioedilizia conoscono bene. Ma la vera innovazione di Mirreco deriva dall’uso della tecnologia di stampa 3D per modellare i pannelli di biomassa di canapa in case completamente abitabili. “Immaginate di vivere e lavorare in edifici che sono stampati in 3D e disponibili in sole poche settimane”, ha sottolineato Mirreco in un annuncio.

In un post su Instagram che mostra le ultime immagini del prototipo per la casa di canapa, Mirreco descrive le case come soluzioni viventi staccate dalle reti elettriche e del gas. Le case infatti offrono tecnologia all’avanguardia, comprese le finestre che convertono la luce solare in energia elettrica.

La bioedilizia in canapa si pone sempre di più come soluzione importante alle principali sfide ambientali. Le emissioni di gas serra, incluso il biossido di carbonio, stanno rapidamente aumentando in tutto il mondo a causa dell’attività umana. Trovare modi per ridurre tali emissioni e rimuoverle dall’atmosfera sono le principali sfide ambientali per un pianeta che spera di evitare le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici.

E la canapa può aiutare in modo significativo. Prima ancora che diventino prodotti industriali, le coltivazioni di canapa aiutano a sequestrare e immagazzinare l’anidride carbonica, 4 volte di più della media degli alberi. In altre parole, le piante di canapa rimuovono la CO2 dall’atmosfera, sia quando crescono sia quando impiegate in edilizia. Se da un alto l’edilizia tradizionale incide per il 30/40% delle emissioni di CO2 a livello globale, tutta la filiera della canapa e calce, dalla coltivazione alla posa, è carbon negative, toglie cioè dall’atmosfera più CO2 di quanta ne venga prodotta in tutte le fasi di lavorazione.

Inoltre, i materiali della biomassa di canapa lasciano un’impronta ambientale molto più piccola rispetto ai materiali da costruzione sintetici e a vita sono biodegradabili e riutilizzabili.

Le case abitabili stampate in 3D sono già state progettate nei Paesi Bassi. Il progetto Milestone realizzerà cinque case sostenibili in 3D stampate in cemento. I residenti della città olandese di Bosrijk potrebbero trasferirsi nelle prime case vivibili con stampa 3D per il prossimo anno.

Mirreco punta allo stesso risultato, ma con la canapa al posto del cemento, per puntare alla sostenibilità ambientale e a case più salubri per chi ci vive per diverse ore al giorno.

Redazione di canapaidustriale.it

 

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