La nuova legge italiana sulla canapa industriale è entrata in vigore il 14 gennaio portando il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ad affermare che: “Per l’Italia si apre la strada per recuperare la leadership del passato”.

Il motivo è che la legge che può dare una spinta definitiva ad una moderna filiera della canapa italiana, sfruttando le potenzialità di questa pianta nei più disparati settori di utilizzo e le sue doti dal punto di vista ambientale che la rendono una coltura adatta a combattere l’inquinamento, ridurre gli effetti devastanti dell’uomo sul clima e in generale contribuire a creare un modello sostenibile di sviluppo economico.

Ma anche a livello regionale ci sono stati diversi provvedimenti legislativi che sono accomunati dal tentativo di incentivare la coltivazione di canapa, mentre altri sono stati proposti e sono in corso di approvazione.

BASILICATA
In Basilicata non è ancora stata approvata ma la proposta di legge è arrivata all’inizio del 2017 con l’obiettivo di riscoprire questa coltivazione con una copertura finanziaria avverrà tramite un “Fondo per la promozione della canapa industriale” per sostenere la legge tramite una donazione iniziale di 200mila euro.
“La proposta di legge – come spiegato dal primo firmatario, il consigliere del M5S Giovanni Perrino – si pone l’obiettivo di fornire risposte concrete per rilanciare lo sviluppo e l’innovazione del comparto agricolo lucano: quella della canapa, alternativa realmente verde al 100 per cento, è una proposta che va valorizzata convintamente.

CAMPANIA
La legge campana prevede incentivi per 30mila euro all’anno e sinergie con il programma di sviluppo rurale della Campania 2014-2020. “Sulla canapa – aveva sottolineato il presidente della commissione Agricoltura regionale Maurizio Petracca – ci allineiamo alla legislazione nazionale dato che proprio in queste ore il Senato ha dato il via libera ad una legge che disciplina la stessa materia. La canapa è una coltura di grande rilievo perché è in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, del consumo dei suoli, della desertificazione e della perdita di biodiversità. Favorirne la coltura rappresenta perciò un passo importante su aspetti diversi e complementari che vanno dall’agricoltura alla tutela ambientale fino alle attività produttive”.

EMILIA ROMAGNA
In Emilia Romagna c’è una legge, approvato dall’Assemblea legislativa nel giugno 2007, che intendeva promuovere la coltivazione della canapa per corrispondere alle richieste del settore agricolo che, anche a seguito della contrazione della superficie coltivata a barbabietola da zucchero a seguito della riforma di settore, stava ricercando alternative produttive adatte al nostro ambiente, sostenibili dal punto di vista agronomico ed in grado di fornire un reddito adeguato. La canapa, infatti, rappresenta la classica coltura da “rinnovo” in grado di migliorare, con ridotti input energetici e chimici, la struttura del terreno e di contrastare la diffusione di piante infestanti senza ricorrere all’utilizzo di erbicidi di sintesi”.

LAZIO
La regione Lazio ha approvato una legge nel febbraio 2017 per promuovere coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa attraverso il sostegno a una serie di “progetti pilota”. Saranno stanziati 100mila euro per la parte corrente e 200mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018. E’ prevista la possibilità di coltivazione a fini fito-depurativi, ma le tipologie di “progetto pilota” previste dalla legge regionale sono diverse: si spazia dall’uso florovivaistico alla produzione per olio, farine, semi decorticati per uso alimentare e zootecnico. La canapa potrà essere oggetto di progetti pilota in bioedilizia, bioingegneria, nel settore tessile, cartario e dell’energia. Previsto il sostegno alla ricerca per l’utilizzo delle infiorescenze in campo parafarmaceutico e alimentare. Banca dei semi, campi dimostrativi, formazione degli operatori sono altri tra gli interventi oggetto della disposizione. Grazie a un emendamento di De Paolis è stata comunque introdotta la possibilità di riconoscere contributi a ulteriori interventi, differenti dai “progetti pilota”.

MOLISE
In Molise era il maggio del 2016 quando è stata presentata una proposta di legge per promuovere la coltivazione di canapa. Ad oggi non è ancora stata approvata ma la proposta del M5S prevedeva attività sementiera (da condurre insieme all’Agenzia regionale per lo Sviluppo agricolo, rurale e della pesca); reperimento del seme o del materiale di propagazione; meccanizzazione delle fasi di coltivazione, raccolta, movimentazione e stoccaggio; impianti di lavorazione e trasformazione; coltivazione per la fitodepurazione di siti inquinati; recupero delle terre incolte; ricerche e studi di fattibilità per gli utilizzi industriali delle materie prime compresi gli studi di mercato. La proposta M5S prevede contributi regionali per i soggetti aggregati in filiera e per interventi che prevedano la collaborazione con dipartimenti universitari o altri centri di ricerca specializzati.
Da gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle che is trova all’opposizione ci hanno spiegato che, nonostante i solleciti, la proposta è attualmente in discussione in commissione.

PUGLIA
La legge regionale pugliese per incentivare la coltivazione della canapa è stata approvata definitivamente. Il Consiglio regionale della Puglia ha infatti approvato all’unanimità la proposta di legge di promozione della coltivazione della canapa per scopi produttivi e ambientali, il cui primo firmatario è il consigliere regionale Cristian Casili del Movimento 5 Stelle.
“Con la legge si intende promuovere la coltivazione e la trasformazione della canapa nel territorio pugliese e la sua successiva commercializzazione, come coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, della desertificazione e della perdita di biodiversità”, spiegano dal Consiglio regionale, sottolineando che: “Ogni intervento previsto è destinato esclusivamente alla canapa (Cannabis sativa) con un contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) inferiore allo 0,2% e comunque non superiore allo 0,6% coltivata secondo le pratiche dell’agricoltura biologica e integrata. Pertanto, è esclusala coltivazione della cannabis sativa per qualsiasi attività finalizzata alla produzione ed estrazione di sostanze stupefacenti ad uso farmaceutico”.
La legge prevede dei finanziamenti di 1,5 milioni di euro il triennio 2017-2019. Per l’anno 2017 si stanziano 100mila euro, mentre per il 2018 ne sono previsti 600mila ed 800mila euro per il 2019.

TOSCANA
In Toscana era il 14 febbraio del 2003 quando fu approvata una legge regionale che prevedeva un progetto pilota relativo alla coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa a scopi produttivi ed ambientali. Erano i tempi in cui l’azienda Fibranova, poi fallita, aveva provato a far ripartire la filiera della canapa tessile in Italia: forse oggi varrebbe la pena dotarsi di strumenti legislativi più avanzati che comprendano incentivi per agricoltori e trasformatori.

Redazione di canapaindustriale.it