Canapa italiana: le varietà storiche raggiungono livelli record di germinabilità

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In questo articolo
1 / Varietà di canapa italiana: germinabilità oltre il 75%
2 / La filiera del Monferrato

In una fase che molti operatori del settore non esitano a definire tra le più complesse degli ultimi anni per la canapa industriale italiana – tra incertezze normative, rallentamenti di mercato e filiere ancora fragili – emergono dati che meritano attenzione, a partire dalle nostre radici, le varietà storiche di canapa italiana. Non perché risolvano da soli le criticità del comparto, ma perché indicano una direzione chiara: investire sulla qualità, sulla selezione e sulla competenza tecnica può produrre risultati misurabili e duraturi.

È in questo contesto che si inserisce una notizia di particolare rilievo per l’intera filiera: le principali genetiche italiane di canapa industriale hanno raggiunto, nelle produzioni 2025, livelli di germinabilità mai registrati prima, superando con ampio margine la soglia minima prevista dalla normativa europea.

Accanto alla nascita di nuove cultivar, le varietà storiche italiane sono state accompagnate da un giudizio ambivalente: eccellenti per resa, qualità della fibra e adattamento pedoclimatico, ma penalizzate, secondo una narrazione ormai diffusa, da una presunta bassa germinabilità. Un limite considerato quasi strutturale, spesso evocato come il “tallone d’Achille” delle grandi cultivar italiane.

Oggi, quei timori possono essere archiviati.

Varietà di canapa italiana: germinabilità oltre il 75%

I dati ufficiali relativi alle produzioni sementiere 2025 indicano che tutte le principali varietà storiche italiane — Carmagnola, CS, Eletta Campana e Fibranova — hanno superato con ampio margine la soglia di germinabilità del 75%, valore minimo previsto dalla normativa europea per la commercializzazione delle sementi certificate di canapa industriale.

Un risultato che, per ampiezza e omogeneità, non ha precedenti nella storia recente della filiera italiana.

Come sottolinea Assocanapa, storica realtà di riferimento del settore: «Corre voce da anni che le varietà di canapa industriale storiche italiane, pur essendo regine in quanto a resa, qualità e performance, portino con sé il “tallone d’Achille” di una bassa germinabilità. Oggi possiamo dire che quel pregiudizio appartiene al passato».

Il superamento della soglia legale da parte di tutte le produzioni 2025 rappresenta un dato particolarmente rilevante, perché la germinabilità non è solo un requisito normativo, ma un indicatore diretto della qualità del seme, della stabilità genetica e della correttezza delle pratiche di selezione e moltiplicazione.

Assocanapa parla apertamente di un risultato mai raggiunto prima:«I dati relativi alla germinabilità di tutte le produzioni 2025 […] hanno oltrepassato con ampio margine la soglia legale del 75%; non si era mai raggiunto un risultato così».

La filiera del Monferrato

Dietro questo traguardo, però, non c’è alcun “miracolo”, ma un lavoro lungo e stratificato, che coinvolge competenze agronomiche, selezione genetica, controllo dei cicli di riproduzione e una filiera territoriale coerente. In particolare, viene indicata la filiera del Monferrato come uno dei motori di questo salto di qualità, insieme al ruolo centrale dell’azienda sementiera che ha raccolto e sviluppato l’eredità tecnica accumulata in oltre vent’anni di esperienza. «Questo risultato è il frutto maturo di una dedizione instancabile, dei sacrifici e della visione della filiera del Monferrato, ed è la firma d’autore dell’azienda sementiera che ha raccolto, mantenuto e migliorato l’eredità dell’esperienza ventennale di Assocanapa nella riproduzione delle giganti piemontesi».

Dal punto di vista industriale e agricolo, il dato assume un valore strategico. Le varietà storiche italiane tornano infatti a posizionarsi come sementi affidabili anche sotto il profilo tecnico, riducendo una delle principali barriere alla loro adozione su larga scala, in Italia e all’estero. «Siamo orgogliosi di aver contribuito con tutto il sostegno e l’impegno possibile al raggiungimento di questo risultato»,  rivendica Assocanapa guardando al futuro. «Ora la sfida è chiara: consolidare questi risultati per gli anni futuri, far crescere la filiera e continuare a garantire agli agricoltori di tutto il mondo un seme forte, vitale e inimitabile».

In un contesto europeo sempre più attento alla qualità delle sementi, alla tracciabilità e alla sostenibilità delle produzioni agricole, il risultato raggiunto dalle varietà storiche italiane segna un passaggio chiave: la tradizione non come memoria, ma come infrastruttura viva dell’innovazione agricola.

Redazione di Canapaindustriale.it

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