Avevamo condiviso l’appello di Toscanapa riguardo l’interesse di possibili coltivatori di canapa industriale per questo 2014. Pubblichiamo qui di seguito l’aggiornamento del presidente dell’associazione Cesare Tofani sui numeri di chi ha aderito all’iniziativa e sui metodi con cui verrà portato avanti il progetto, consultabile qui nella versione integrale.

Correva il mese di novembre 2013, quando abbiamo lanciato la proposta di seminare canapa attraverso il progetto “coltivazioni diffuse 2014″. Pensavamo naturalmente al territorio della Toscana, forse ad aree limitrofe dell’Umbria e del Lazio, ma non eravamo certo preparati alla risposta che in poco tempo si è concretizzata con l’invio di moltissimi formulari da ogni angolo d’Italia. Potenza del web! Anche nel più sperduto casolare dell’Appennino o delle isole in cui arriva un segnale per accedere ad internet, anche là è possibile sapere che Toscanapa esiste e qualcosa si muove, raccogliere informazioni, lanciare proposte ed adesioni … E qualcosa accade, si crea una rete.

Non riuscirò mai a meravigliarmi abbastanza, io che ho imparato a scrivere con il pennino e l’inchiostro, spedivo lettere che arrivavano dopo giorni e settimane, di quanto efficace sia il web per dare corpo ad un progetto, la produzione di canapa, che si basa si sulla terra, sull’agricoltura, ma ha bisogno di idee nuove, di comunicazione, di sinergie.

Per dare qualche numero: coloro che ci hanno inviato i moduli di richiesta di partecipazione sono stati oltre 100, gli ettari dichiarati disponibili alla coltivazione assommavano ad oltre 150. Le richieste provenivano da tutte le regioni , con l’eccezione di Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, con un numero più alto in Toscana, Triveneto, Puglia, Lazio, Umbria ed Emilia Romagna. Per la maggior parte venivano indicate superfici coltivabili di modesta entità, fino a 3 ettari, ma in qualche caso si indicavano superfici importanti, superiori ai 10 ettari, molto spesso si dichiarava anche la disponibilità di superfici maggiori negli anni a venire.

Abbiamo allora iniziato a contattare tutti telefonicamente, per capire meglio, al di là della griglia di un modulo, quali realtà potevano rispondere al meglio al nostro appello. Dopo la prima tornata di verifiche il numero delle aziende agricole che per noi sarebbero risultate adatte alla produzione di canapa era già molto diminuita e si imponeva comunque una scelta, dovuta alla provenienza delle richieste.

Va detto infatti, che troppe volte abbiamo sentito dire e saputo che i volenterosi canapicoltori i quali hanno provato a seminare in anni passati, si sono trovati poi di fronte a problemi imprevisti, non hanno conseguito i risultati che si aspettavano e insomma sono rimasti delusi e scoraggiati. Se si aggiunge a questo l’impossibilità, o la non convenienza economica, di conferire le paglie all’unico piccolo trasformatore oggi esistente in Italia, Assocanapa s.r.l., si capisce facilmente come molti hanno semplificato il bilancio della loro esperienza dicendo che “è impossibile coltivare canapa”, trasmettendo quindi ad altri un messaggio assolutamente negativo.

Sapendo bene che esistono varie problematiche da affrontare abbiamo quindi deciso fin dall’inizio dell’esperienza TOSCANAPA di fornire dei servizi di consulenza e assistenza ai soci per evitare o quantomeno limitare le criticità, mettendo al tempo stesso in comune esperienze, conoscenze, suggerimenti e progetti.

Intenzioni ambiziose per un’associazione appena costituita, che si scontrano quotidianamente con alcune difficoltà, di cui le principali sono:

- La limitatezza di quelle che oggi si definiscono le “risorse umane”, cioè le persone che si occupano di fornire i servizi: siamo pochi, anche se motivati e volenterosi; nessuno di noi si occupa a tempo pieno di questa attività. Aiuta il fatto che molte attività si svolgono sul sito web: è lì che pubblichiamo schede tecniche, aggiornamenti, studi e documentazione, che possono aiutare chi è abituato ad informarsi ed interagire su internet.

- La difficoltà dei soci a pagare per dei servizi specifici, per ragioni oggettive e per una certa diffidenza radicata, specie nel mondo agricolo.

- La lontananza. Alla fine bisogna pure incontrarsi e rendersi conto delle realtà in cui si muovono le persone, le aziende. La dispersione e frammentazione delle coltivazioni non aiuta Toscanapa a mantenere contatti diretti e non aiuta i singoli coltivatori ad appoggiarsi l’uno con l’altro.

Dalla valutazione di questi problemi sono scaturite alcune decisioni importanti. Limitarci a fornire consulenza a distanza, limitandoci a poche visite mirate, in occasione delle semine e del raccolto. Potenziare al massimo il sito web, immettendo quanti più documenti informativi possibile e creando delle pagine dedicate ai report della varie coltivazioni in atto. Incoraggiare e sostenere le coltivazioni in territorio toscano, con qualche inclusione di zone confinanti, come la Maremma laziale e l’Umbria vicina al Valdarno superiore e scegliere allo stesso tempo alcune situazioni extra-regionali che hanno le caratteristiche giuste per ottenere risultati interessanti e siano espressione di gruppi che hanno comunanza di intenti e/o siano collocati in un area omogenea.

Proporre a tutti ed in particolare a quelli che … “vorrei ma non posso”, di partecipare virtualmente ad una coltivazione che verrà effettuata da Toscanapa presso la tenuta di Torre a Cenaia e sarà visibile “in diretta” sul nostro sito. Partecipazione in questo caso vuol dire che i sottoscrittori del progetto “il campo” contribuiranno anche materialmente, finanziando le spese della coltivazione, ed avranno diritto a beneficiare “pro quota” dei prodotti della coltivazione. Le spese verranno rendicontate periodicamente, le operazioni colturali saranno descritte e documentate, un aggiornamento continuo di immagini ci darà la sequenza dell’accrescimento delle piante Dopo il raccolto decideremo come trasformare semi e paglie in modo che ognuno possa ottenere in proporzione dei prodotti della trasformazione, semi, olio, farine, canapulo, fibre. Naturalmente, come un vero agricoltore, ognuno parteciperà dei benefici come pure dei rischi dell’impresa agricola e sarà sollecitato a dare suggerimenti e/o partecipare attivamente all’iniziativa. In ogni caso tutti avranno una maglietta, di canapa naturalmente.

Dare impulso ad un coordinamento nazionale della canapa. Il fatto che da tutt’Italia (isole comprese) ci siano arrivate dichiarazioni di interesse a coltivare canapa, anche su superfici cospicue, e l’esistenza di associazioni regionali che più o meno condividono i nostri obiettivi, le strategie di produzione ed il modo di operare, ci fanno credere che non sarà difficile creare un primo organismo che rappresenti la realtà della canapa nelle sedi più varie ed opportune. Chi volesse partecipare alla discussione preparatoria su questo argomento si può registrare al Forum che abbiamo creato appositamente e contribuire ad elaborare una proposta credibile e condivisa.

Gli importanti risultati raggiunti: 23 agricoltori selezionati, 80 ettari coltivati

Cesare Tofani, presidente Toscanapa

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