E’ una domanda che ci rivolgete spesso chiedendo informazioni di base. La richiesta tipo è: “Ho un campo di tot ettari e vorrei provare a coltivarlo a canapa, cosa devo fare?” Ecco le informazioni necessarie aggiornate all’approvazione della nuova legge nell’articolo qui sotto.

canapaIl 2016 verrà ricordato come l’anno in cui è stata approvata la legge che disciplina il settore della canapa industriale. Anche se in Italia è dal 1998 che si è ricominciato a coltivarla, sappiamo di avere una solida tradizione alle spalle, ancora viva nel tessuto sociale di famiglie, paesi e comunità intere. Nonostante la coltivazione di canapa industriale non sia mai espressamente stata vietata nel nostro Paese, la mala interpretazione delle leggi antidroga ha portato le forze dell’ordine ad arrestare e sequestrare le coltivazioni di chi negli anni ’70 e ’80 aveva provato riprendere la coltivazione della canapa da fibra o da seme. Questa situazione di incertezza si è protratta fino al 1997, anno della circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali contente disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis sativa, integrata poi della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002. Un’altra circolare del ministero della Salute del 22.05.2009 consente la produzione e commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa per l’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana, anche se non risolve il problema dell’eventuale percentuale di THC contenuto negli alimenti.  La legislazione europea si basa invece sui regolamenti 953 del 2006 e 507 del 2008.

Ora la nuova legge è stata approvata, e trovate QUI il testo definitivo.

POSSO COLTIVARE CANAPA? La risposta è sì. In Italia è possibile coltivare canapa utilizzando sementi registrate nell’Unione europea che abbiano un contenuto massimo di THC certificato dello 0,2%. (Cosulta la tabella delle varietà registrate in Europa QUI. Clicca su “Agricultural plant species”, poi nella sezione “Species”, seleziona la “A – 85 Hemp – Cannabis Sativa”).

OBBLIGHI PER IL COLTIVATORE. Non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo denuncia, NON è più necessaria.
Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

CONTROLLI E PERCENTUALI DI THC.  La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore“.

DOVE POSSO TROVARE I SEMI? Come detto i semi devono essere varietà certificate che abbiano al massimo lo 0,2% di THC. Attualmente come varietà italiane sarebbero disponibili la Carmagnola, la Fibranova e l’Eletta Campana, ma per questo 2016 non saranno probabilmente prodotti semi a sufficienza per soddisfare tutte le richieste. A questo proposito è però possibile importare semi dalla Francia, dalla Germania o dall’est Europa (Ucraina e Ungheria principalmente). Il consiglio è quello di appoggiarsi ad un’associazione sia per l’acquisto dei semi, sia in caso di bisogno d’aiuto o richieste di informazioni tecniche e specifiche. (QUI una presentazione delle principali associazioni italiane che si occupano di canapa industriale). In alternativa su Facebook è attivo il gruppo Canapa Sativa Italia nel quale spesso diversi coltivatori si uniscono per acquistare insieme i semi ed abbattere i costi. 

QUALI SEMI E’ MEGLIO SCEGLIERE? Le varietà di canapa disponibili si distinguono in dioiche e monoiche: le prime generano piante maschili e piante femminili. Dopo la fioritura le piante maschili muoiono mentre nelle piante femminili maturano i semi; le monoiche esprimono in quasi la totalità delle piante entrambi i caratteri,  con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Se si coltiva per raccogliere gli steli, per ottenerne fibra e canapulo, biomassa cellolosica, allora è preferibile usare varietà dioiche, e tra queste: Carmagnola, CS, Fibranova, Eletta Campana, Tiborszallasi. Se invece si intende raccogliere anche il seme bisogna utilizzare varietà monoiche, tra le quali ad esempio: Futura, Felina, KC Dora, Monoica, Uso 31.

Per sapere come procedere per la coltivazione potete fare riferimento a questo articolo sulle tecniche di canapicoltura scritto dal presidente di Toscanapa Cesare Tofani. Mentre QUI potete trovare un articolo, sempre a firma di Cesare Tofani, con il vademecum per la raccolta di piante e semi.

Redazione Canapaindustriale.it 

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