Per noi che siamo sommersi da tasse, balzelli e imposte, potrebbe sembrare incredibile, ma in Canada, dove il settore funziona bene e sono capaci di guardare il futuro, è un’operazione che può portare frutti inaspettati.

Gli agricoltori canadesi hanno chiesto che vengano tassate le loro vendite di canapa allo 0,5% e di destinare la cifra ricavata per finanziare promozione e ricerca. L’idea è quella di capitalizzare gli sforzi nel settore della canapa, avviando un’agenzia per promuovere i benefici per la salute della pianta e ricercare modi migliori per farla crescere.

Il consiglio dei prodotti agricoli del Canada ha accettato di considerare la proposta in un’audizione a gennaio.

Intanto Jason Green, capo del settore agricolo di Canopy Growth, con sede nell’Ontario, è tra gli agricoltori pro-tassa. “Permetterà ai produttori di canapa di utilizzare il raccolto 2018 per saperne di più sulla raccolta, l’essiccazione e la conservazione di tutto il materiale vegetale”, ha sottolineato.

Don Dewar, che ha continuato a coltivare canapa per circa 20 anni a Dauphin (Manitoba), ha dichiarato a Hemp Industry Daily che la nascente industria della canapa ha bisogno di promuovere i prodotti alimentari alla canapa, mentre il settore è in crescita.

“Abbiamo bisogno che la domanda aumenti e, per farlo, abbiamo bisogno di ricerca nel settore alimentare”, ha affermato spiegando che: “Preferirei coltivare la canapa piuttosto che il grano; quello che vogliamo fare è spendere un po’ di soldi per la ricerca e la promozione”.

Dewar è incerto sulla quantità di denaro che la tassa sulla canapa produrrebbe in un paese che nel 2018 ha coltivato quasi 60mila ettari di canapa, quasi tutta per produzione di seme, affermandosi come il più grande produttore a livello mondiale insieme alla Cina, sulle cui coltivazioni non ci sono però dati precisi.

Non tutti gli agricoltori di canapa in Canada sostengono l’idea; alcuni temono che l’imposta possa tagliare i profitti. Ma Dewar spera di persuadere il Consiglio sui prodotti agricoli che il Canada ha bisogno di sostenere il settore anche per distinguerlo dalla cannabis ricreativa, diventata legale di recente.

Redazione di canapaindustriale.it

 

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