Cannabis light: la nuova proposta di legge che vorrebbe vietarla

CBD e cannabis light //
In questo articolo
1 / Cannabis light: la nuova proposta di legge che vorrebbe vietarla
2 / Le modifiche alla legge 242 del 2016

Il nuovo governo non è ancora stato formato e già è arrivato il primo provvedimento contro la cannabis light. Insomma: le paure generalizzate del settore per un governo i cui esponenti si sono scagliati in ogni modo contro la canapa, erano fondate.

Ma a ben guardare il provvedimento, che ha come primo firmatario il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, si scopre che la proposta risale al 2019 e, che per come è scritta, sarà difficile che si traduca in un divieto generalizzato di produrre e commercializzare le infiorescenze a basso contenuto di THC che nel nostro paese non riescono a trovare pace e nemmeno un inquadramento definitivo a livello legislativo.

Cannabis light: la nuova proposta di legge che vorrebbe vietarla

La prima cosa che salta all’occhio, infatti, è l’aggiunta del comma 3 bis all’articolo 2 che recita: “Sono vietati la vendita e l’utilizzo delle infiorescenze di canapa per uso umano”. Il problema, sottolineato per anni da esperti e associazioni di settore, è che l’uso umano delle infiorescenze non è mai stato autorizzato, e quindi non si capisce come possa essere vietato. Le infiorescenze, proprio per i problemi a livello normativo, sono sempre state vendute come prodotto ad uso tecnico.

“E’ un divieto impossibile”, sottolinea l’avvocato Lorenzo Simonetti di Tutela Legale Stupefacenti a Canapaindustriale.it, “posto che l’uso umano della cannabis light non è mai stato sponsorizzato da nessun rivenditore. Inoltre è un divieto che nella pratica non è possibile dimostrare tecnicamente. Quello che sappiamo oggi è che in base alla decisione della Cassazione del 2019 è possibile commercializzare infiorescenze e derivati che non abbiano efficacia drogante, da lì non sono stati fatti passi avanti. Mentre bisogna continuare a sottolineare che ad oggi, mentre parliamo, lo Stato italiano dal punto di vista fiscale continua a introitare migliaia e migliaia di euro da un’attività che invece è sfuggita di mano allo Stato stesso, e che in corner la giurisprudenza ha cercato di giustificare tramite lo strumento penale che è inappropriato e che non può essere utilizzato per gestire rapporti commerciali”.

Per il resto il tentativo è quello di separare definitivamente le infiorescenze dal resto della pianta ad uso industriale, senza tenere conto che l’intento iniziale della legge era proprio quello di considerare la pianta nella sua interezza.

Le modifiche alla legge 242 del 2016

Le prime due modifiche riguardano infatti le finalità della coltura della canapa con un problema a monte: quello delle infiorescenze, presenti nella bozza ma tolte dalla legge prima della approvazione.

Poi “si ribadisce che le disposizioni di cui alla legge n. 242 non si applicano all’importazione, commercializzazione e vendita al pubblico di prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa per usi diversi da quelli previsti dallo stesso articolo 1 e, in ogni caso, per uso direttamente o indirettamente ricreativo”, che sono tutte operazioni che non riguardano la 242, che è una legge di inquadramento per agricoltori e produttori. Infine si cerca di inserire una norma per tracciare l’uso delle sementi per verificarne l’impiego successivo.

Come ultima disposizione la legge “a tutela dei consumatori dispone che la raffigurazione della pianta e/o della foglia della canapa non può essere utilizzata a fini pubblicitari per rappresentare usi diversi da quelli definiti al 3 comma dell’articolo 1 e al comma 2 dell’articolo 2, né può essere associata a messaggi ambigui tesi a uniformarla e confonderla con le altre varietà di cannabis diverse da quella disciplinata dalla medesima legge n. 242”.

Tolto il fatto che secondo Simonetti questo ultimo comma cerca di alzare il tiro in maniera inaccettabile arrivando addirittura a vietare la raffigurazione della pianta o della foglia, secondo l’avvocato è una legge che nella pratica non cambierebbe nulla.

Ed è quello che ci auguriamo anche noi sottolineando che se questi sono gli auspici che fanno nascere questa nuova legislatura, non mancheremo di vigilare sull’operato del governo e di aggiornarvi sui nuovi sviluppi.

Mario Catania

Altri articoli che potrebbero interessarti...