Il ritorno della canapa tessile a livello globale (spoiler: non in Italia)

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In questo articolo
1 / Coltivare canapa tessile per il futuro
2 / La circolarità della canapa

La canapa, con le radici piantate solidamente nella storia dell’abbigliamento e della moda almeno in Europa, può diventare il futuro del settore?

Coltivare canapa tessile per il futuro

Se l’è chiesto di recente l’associazione Textile Exchange che ha di recente pubblicato un report facendo anche un passo in avanti visto il titolo “Growing Hemp for the Future”.

Il rapporto sottolinea la necessità di dati completi per supportare le affermazioni sulla sostenibilità e valutare accuratamente le regioni e le quantità di produzione di fibra di canapa a livello globale. Sebbene i dati siano ancora incompleti, i principali Paesi produttori di fibre di canapa in termini di volume sembrano essere Francia, Cina, Corea del Nord (secondo le stime), Polonia e Stati Uniti. In particolare, nell’arco di sei decenni, la produzione di canapa da fibra in volume nel 2021 è a un livello simile a quello del 1961, ma ottenuta su una superficie significativamente inferiore e con una maggiore efficienza, che si traduce in rese più elevate.

Federcanapa ha di recente fatto notare che l’organizzazione, una onlus che opera i tutto il mondo, promuove un impatto positivo sul cambiamento climatico nell’industria della moda, del tessile e dell’abbigliamento. Un’azione necessaria, dal momento che secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il settore del fashion è uno tra i più inquinanti e oltretutto produce circa il 10% delle emissioni mondiali di CO2.

Federcanapa poi fa notare che: “In attesa che l’Italia si risvegli, il Nord Europa si è già attivato sulla fibra tessile di canapa: in Francia per la prima volta sono stati dedicati alla coltivazione della canapa per il tessile ben 200 ettari; allo stesso tempo, la cooperativa agricola Chanvrière de l’Aube e l’associazione Lin et Chanvre Bio si sono dotate di macchinari adeguati per la raccolta e produzione di fibra lunga di qualità”.

Ve l’abbiamo raccontato in un recente articolo domandandoci se la rinascita dell’oro verde, come era considerata una volta la canapa tessile, possa arrivare proprio dalla Normandia.

La circolarità della canapa

Infine, sempre sulla fibra tessile di canapa, a inizio 2023 è stato avviato il progetto HEMP4CIRCULARITY, promosso da Interreg North-West Europe, dal campo al riciclo della fibra. Al progetto, coordinato dall’associazione belga Valbiom, partecipano 11 partner di Belgio, Francia, Germania e Olanda, incluse l’Alliance for European Flax-Linen and Hemp e l’EIHA.

“La nascita di questi progetti e la collaborazione tra più enti”, conclude Federcanapa, “dimostra che la platea di persone interessate a investire nella canapa tessile è sempre maggiore e che è necessario percorrere questa via. L’Italia, inoltre, grazie all’unione della biodiversità del suolo e dell’importanza della sua industria tessile, è un giocatore di importanza fondamentale; tuttavia, ancora non è sceso in campo con tutte le sue forze”.

Redazione di Canapaindustriale.it

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