VeLiCaDue anni di studi con l’idea in testa di tornare a dare valore alla coltivazione di canapa. Sia per i risvolti economici, sia per quelli ambientali. E’ il progetto VeLiCa finanziato dalla Ragione Lombardia e condotto dai ricercatori nel tentativo di aprire uno squarcio sulle applicazioni future della canapa industriale e dei suoi derivati, con particolare attenzione all’utilizzo che si può fare degli scarti delle lavorazioni di questa pianta.

Per il CNR hanno partecipato l’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari (ISTM), l’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria (IBBA), l’istituto per lo studio delle Macromolecole (ISMAC) e l’Istituto di Chimica del riconoscimento Molecolare (ICRM), poi il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e quello di Chimica dell’Università degli Studi di Milano, e ad uno studio anche il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Pavia e l’Italian Biocatalysis Center di Pavia.

“La strategia – ha spiegato la dottoressa Nicoletta Ravasio, responsabile scientifico del progetto – è stata quella di sfruttare tutte le parti di lino e canapa e soprattutto di valorizzare anche tutti i residui e gli scarti delle varie trasformazioni creando una gamma di bioprodotti di notevole ricchezza”.

Durante la giornata di presentazione dei risultati delle ricerche condotte è stato raccontato come siano stati messi a punto prodotti ricavati dall’olio e preparazioni di compositi con la fibra tecnica e si è cercato di valorizzare le proteine nel panello residuo della spremitura e la lignina, il materiale di scarto dopo l’operazione tecnica chiamata stigliatura. Gli altri sforzi dei ricercatori sono stati diretti all’individuazione di molecole biologicamente attive presenti in foglie e semi e di alcune vie metaboliche nonché alla caratterizzazione dei metaboliti secondari sia della canapa, sia del lino. In un percorso che ha portato a parlare di bioraffineria e della biomassa come possibile risorsa del futuro. Progetti specifici sono inoltre stati dedicati alla scoperta di polimeri biocompatibili e/o biodegradabili da fonti rinnovabili e l’utilizzo di fibre di canapa per la produzione di composti di nuova formulazione tramite miscelazione, pressofusione e sistemi innovativi.

Velica Regione LombardiaOltre ai ricercatori erano presenti vari ospiti che hanno seguito con curiosità crescente gli interventi e i dibattiti. Piergiuseppe Morone, professore associato di economia politica presso La Sapienza ha presentato uno studio dal quale si evince chiaramente che con la crescita demografica prevista è necessario diminuire i consumi e la produzione di CO2, come stabilito dai recenti trattati europei.

Claudio Natile, il presidente di CanaPuglia, ha raccontato con entusiasmo il progetto dell’associazione pugliese che in pochi anni è riuscita a piantare più di 100 ettari di canapa nella Regione, ha attivato un gruppo di ricerca sulla cannabis in medicina, ha attivato un network coinvolgendo le aziende del territorio ed ha da poco lanciato il un progetto che vede la canapa come protagonista nella depurazione dei suoli inquinati.

Sono poi intervenuti il dottor Walter Cabri, direttore Ricerca e Sviluppo dell’azienda Indena Spa, che nel corso della sua carriera ha portato dalla fase clinica alla produzione industriale diverse decine di farmaci e la Professoressa Mariastella Scandola dell’Università di Bologna dove coordina il gruppo Materiali  polimerici del Dipartimento di Chimica per lo studio  delle correlazioni proprietà-struttura in sistemi polimerici per uso biomedicale.

Un ritorno al futuro sulle applicazioni di colture meravigliose che non smetteremo di raccontarvi.

Redazione Canapaindustriale.it

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