Con la cannabis ricreativa ormai legale in 6 Stati e quella terapeutica in oltre 20, il fatto che in America resti illegale coltivare canapa ad uso industriale potrebbe sembrare un paradosso. In realtà la storia ci ha insegnato come sia stata proprio la versatilità della canapa ed i suoi mille impieghi ad aver portato al proibizionismo nei confronti di questa pianta, ragion per cui oggi in Usa stanno studiando bene le mosse prima di renderla una risorsa libera per l’uomo e l’ambiente.

Dopo il Farm Bill del 2014 le maglie del controllo federale si sono allentate, anche se di poco, permettendo ad alcuni Stati di condurre degli studi pilota in collaborazione con università e centri di ricerca nel tentativo di ricostruire un know-how che, come da noi e in altri Paesi europei, rischiava di essere perso per sempre.

E’ ad esempio il caso del Colorado dove i ricercatori della Colorado State University hanno piantato 17 diverse varietà di canapa seguendo le procedure attualmente vigenti in Europa. “Siamo alla nostra prima incursione nel mondo della lavorazione della canapa,” ha detto John McKay, professore associato di genetica vegetale evolutiva della facoltà di Scienze Agrarie dell’università (nella foto in alto, a sinistra). “Dopo aver negoziato con le agenzie federali l’importazione dal seme dall’Europa, il Dipartimento dell’Agricoltura del Colorado ha lavorato con i loro ricercatori in Europa. Ora stiamo cercando di capire innanzitutto come le diverse varietà crescano in Colorado in modo da poter confrontare i dati con quelli dei coltivatori europei”.

La facoltà di Scienze Agrarie collabora con il Dipartimento dell’Agricoltura del Colorado per la gestione dei raccolti, in parte perché la Drug Enforcement Administration (DEA) considera la canapa industriale allo stesso livello di quella con alti livelli di THC classificandola come droga in tabella 1. ”Anche se questo settore emergente deve affrontare una serie di sfide uniche, come il suo paesaggio legale a livello federale, i coltivatori di canapa del Colorado stanno diventando leader nazionali nel loro settore”, ha affermato Don Brown, commissario dell’agricoltura del Colorado.

Secondo il sito votehemp.com, che da molto tempo si batte per far in modo che la canapa torni ad essere coltivata in America come un tempo, il Colorado è tra i 26 Stati che hanno definito la canapa come autonoma e ha rimosso le barriere per la sua produzione.

“Sono entusiasta che l’università potrà finalmente iniziare gli studi sulle proprietà della canapa industriale, una grande promessa economica ed agricola”, ha detto Jared Polis, l’autore dell’emendamento al Farm Bill che ha permesso di avviare le coltivazioni sperimentali. “La canapa è usata in prodotti che vanno dai cibi ai cosmetici passando per il settore automobilistico e quello dei carburanti; sono fiducioso che la leadership dell’università porterà a nuove innovazioni in termini di efficienza e di sementi certificate”.

La canapa non viene coltivata in grandi quantità negli Stati Uniti dal 1957, secondo votehemp.com. Coltivarla senza un permesso federale è stato vietato nel 1970. In Colorado, Kentucky e Vermont alcuni agricoltori hanno proceduto alla raccolta dei campi sperimentali di canapa lo scorso autunno.

Visto che è passato mezzo secolo, ricerche come quella dell’Università del Colorado sono più che mai necessarie. Resta da capire quando la canapa tornerà libera di crescere in America per fornire migliaia di prodotti in modo sostenibile, e come gli Usa si organizzeranno per affacciarsi sul mercato mondiale, con il Canada che continua a crescere.

Redazione canapaindustriale.it

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