Canapa, calce e PCM per ridurre i consumi energetici delle case fino al 25%

Canapa in edilizia //
In questo articolo
1 / Il contesto
2 / L’innovazione del 2025: PCM integrati nella canapa e calce
3 / I dati dello studio
4 / Criticità e prospettive

L’integrazione dei materiali a cambiamento di fase (PCM) con la canapa e la calce in bioedilizia può migliorare le prestazioni energetiche degli edifici fino al 25%.  Lo rivela uno studio del Journal of Energy Storage, che segna un passo avanti significativo.

Il contesto

Canapa e calce sono ormai materiali consolidati nella bioedilizia per le caratteristiche uniche che li rendono ideale per tamponamenti, cappotti e muri di riempimento. La sua leggerezza e traspirabilità contribuiscono a creare ambienti interni salubri e confortevoli senza ricorrere a sistemi meccanici complessi.

Dal punto di vista ambientale, la canapa è una risorsa rinnovabile e a crescita rapida, che assorbe CO₂ durante il ciclo di coltivazione, riducendo l’impatto complessivo del materiale durante la costruzione. Inoltre, la versatilità di questi materiali li hanno resi una scelta consolidata per diversi tipi di interventi, dai cappotti isolanti alle pareti perimetrali, con una ridotta impronta di carbonio rispetto ai materiali da costruzione tradizionali.

L’innovazione del 2025: PCM integrati nella canapa e calce

Lo studio del 2025 introduce i Phase Change Materials (PCM) nella canapa e calce. I PCM sono materiali in grado di accumulare energia termica quando cambiano stato fisico, ad esempio da solido a liquido, e di rilasciarla lentamente quando ritornano allo stato originale. Funzionano come una sorta di “batteria termica” integrata nelle pareti. L’integrazione dei PCM aiuta quindi le proprietà che canapa e calce hanno già naturlamente: durante il giorno le pareti assorbono il calore in eccesso, durante la notte lo rilasciano lentamente, contribuendo a mantenere una temperatura interna più stabile e confortevole. Questo approccio apre nuove prospettive per l’efficienza energetica, riducendo il bisogno di riscaldamento o climatizzazione e abbattendo consumi e costi senza compromettere la sostenibilità del materiale.

I dati dello studio

Secondo la ricerca:

  • +10% capacità termica rispetto a canapa e calce tradizionale, indicando una maggiore capacità del materiale di accumulare e trattenere energia.
  • +8,6% miglioramento della conducibilità termica, che si traduce in un trasferimento più efficiente e controllato del calore attraverso le pareti.
  • Fino al –25% di consumo energetico potenziale negli edifici, calcolato considerando diversi scenari climatici e condizioni di utilizzo tipiche.

Criticità e prospettive

Lo studio evidenzia però una riduzione della resistenza meccanica rispetto ai materiali tradizionali, che richiede ulteriori ottimizzazioni prima di un utilizzo strutturale su larga scala.

I risultati dello studio confermano che il futuro di canapa e calce non è più solo quello di un isolante naturale, ma di un materiale dinamico e tecnologico, capace di contribuire concretamente al risparmio energetico negli edifici.

Per la bioedilizia in canapa, questa novità rappresenta un ulteriore passo verso edifici più efficienti, confortevoli e sostenibili, rafforzando il ruolo della canapa industriale come materiale chiave per costruzioni performanti e a basso impatto ambientale. Il futuro dell’edilizia sostenibile ancora una volta trova nella canapa un alleato importante.

Romana De Micheli

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